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DarkSky in Europe



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"Dark Sky in Europe"
Download the guidelines paper "European Effort to prevent Light Pollution"
based on the Lombardy Law number 17 of year 2000

13777-CieloBuio


November 2000 - Minor Planet Circulars (13777) Cielobuio = 1998 UV6 Discovered 1998 Oct. 20 by M. Cavagna and A. Testa at Sormano.
Motivazione: "...Cielobuio ha giocato un ruolo fondamentale di supporto all''approvazione della legge regionale della Lombardia contro l''inquinamento luminoso, una delle più avanzate del mondo..."
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cielobuio.org FAQ [Frequently Asked Questions]

Categoria: Principale -> Inquinamento Luminoso -> Divulgazione

Domanda

Risposta

Dove posso trovare del materiale per fare una conferenza divulgativa?

E' possibile trovare nel sito di CieloBuio numerore conferenze sull'inquinamento luminoso nella pagina dedicata alla divulgazione:
Archivio Divulgazione
oppure nel sito dedicato al congresso di Bergamo illuminare2001:
Convegno Regionale Illuminare2001

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Vorrei sapere quali danni effettivamente provoca l'inquinamento luminoso e cosa possono fare i singoli cittadini per combatterlo.

In risposta si allega un articolo dell'associazione Pro Natura che tocca ed approfondisce il tema delle richieste. Quello che si può fare è sotto gli occhi di tutti aderire a CieloBuio ed operare con lei.
Segnaliamo inoltre Semplice e moto chiara conferenza introduttiva sull'inquinamento luminoso, sui suoi effetti e su come affrontarlo sul territorio, realizzata da Alessandro Dulbecco. E' possibile scaricarla cliccando qui



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QUANDO LA LUCE FA MALE
di
Ezio Fonio
Si illumina sempre di più
Negli ultimi decenni nel nostro Paese sono stati notevolmente ampliati e potenziati gli impianti di illuminazione esterna, giustificando gli interventi per motivi di sicurezza.
Si è aumentata l’illuminazione stradale, convinti di rendere più sicura la circolazione, mentre sulle strade giunge anche l’illuminazione di complessi commerciali e industriali.
Impianti spesso diversi tra loro anche lungo una stessa strada, proiettanti un’illuminazione non omogenea, e lampade mal disposte provocano una serie di conseguenze molto pericolose, come veri e propri abbagliamenti, perdita di sensibilità del potere visivo, affievolimento dei contorni delle strade e perdita di capacità di rilevare la profondità degli oggetti. Si tratta di inquinamento ottico, nella nostra regione reso ancor più evidente per le condizioni atmosferi-che, che spesso presentano situazioni di nebbia e umidità accentuata. In questo contesto, le lampade con luminosità eccessiva (per fortuna una minima parte rispetto a quelle presenti sul territorio) creano anche un contorno di luce dif-fusa che non può essere penetrato dai fari delle autovetture e, di conseguenza, gli automobilisti si trovano spesso in situazione di difficoltà. Se ne è parlato in un convegno nazionale dell’ACI, sul tema Mobilità e nebbia, tenutosi a No-vara il 13 novembre 1998 (S. MINUTO, Inquinamento luminoso e circolazione stradale, «Astronomia», 1999 [4 – lu-glio-agosto]: 41-42).
Una sosta di pochi minuti nei parcheggi di alcune discoteche è un fattore talmente abbagliante che, una volta usciti, provoca l’impossibilità di avere una corretta visione delle strade per parecchi minuti. È l’effetto palcoscenico: l’attore non vede il pubblico, ma gli spettatori vedono l’attore. Se l’attore inverte il ruolo, per alcuni minuti non vede nulla. Gli incidenti del sabato notte possono essere dovuti anche a queste cause. Una situazione analoga si riscontra negli svincoli autostradali e all’uscita delle gallerie, che dovrebbero essere illuminate di giorno e non di notte, se non un minimo per le emergenze. Anche i fari girevoli di discoteche, ristoranti e giostre sono fonte di pericolo in quanto distolgono dalla concentrazione l’automobilista.
I malviventi girano alla larga da case o industrie illuminate con grande sfarzo e spreco di luci? Nessuna correla-zione è mai stata dimostrata tra riduzione del crimine e livello di illuminazione. Si sono invece avute indicazioni con-trarie: crescita di vandalismo in parchi e aree rurali dopo che erano state installate delle luci. Inoltre, luci mal disposte e addirittura abbaglianti per lo stesso proprietario creano una zona d’ombra in cui il delinquente può facilmente na-scondersi. Senza l’illuminazione che colpisce le facciate delle abitazioni, i furti notturni negli appartamenti non po-trebbero avvenire; la scalata dei balconi al buio è infatti impossibile. In molti casi si rivelano più utili dispositivi a fo-tocellula che scattano, illuminando la zona, al passaggio di una persona. Sono prodotti a basso costo, consumano me-no, e costituiscono una formidabile arma psicologica nei confronti dei malintenzionati
Monumenti di città e paesi sono illuminati tutta la notte, visibili a decine di chilometri di distanza, senza reale necessità. Spesso gli edifici sono colpiti da orrendi impianti di illuminazione che appiattiscono tutti i contorni e detur-pano così opere, che non erano state concepite dai loro progettisti per essere illuminate dal basso verso l’alto. L’illuminazione delle zone artistiche e dei centri storici deve essere mirata e deve integrarsi con l’ambiente circostan-te. Gli impianti devono essere costruiti con luci radenti, dall’alto verso il basso, così da mettere in risalto le bellezze dei monumenti.
L’inquinamento luminoso
Quando viene immessa luce verso l’esterno nell’ambiente notturno, al di fuori degli spazi che è necessario illu-minare, si altera la quantità naturale di illuminazione presente, producendo una forma di inquinamento che viene chiamata inquinamento luminoso.
La luce dispersa verso l’alto illumina le particelle in sospensione nell’atmosfera, e crea uno sfondo luminoso che nasconde la luce degli astri. Non solo gli astronomi e gli astrofili non riescono più a sfruttare la piena potenza dei loro strumenti, ma a poco a poco a tutti si priva la possibilità di vedere il cielo stellato, che non è solo un bellissimo pano-rama da proteggere, ma anche un mezzo per avvicinarci alla natura, alla scienza ed alla cultura. In un futuro non lon-tano una cappa lattiginosa potrebbe nascondere del tutto agli occhi delle prossime generazioni la parte di universo in cui ci troviamo. In una città di medie dimensioni è già un successo osservare una settantina di stelle, laddove le stelle visibili ad occhio nudo sono alcune migliaia, per non dire della Via Lattea pressoché invisibile. Tenuto conto della ri-levanza dell’industria turistica nel nostro Paese, basterebbe salvaguardare l’aspetto paesaggistico del cielo stellato per richiamare i turisti.
L’inquinamento luminoso è un problema di oggi, infatti sta crescendo in modo esponenziale, ed è quadruplicato dagli anni ’70 ad oggi. L’UNESCO nel Congresso tenuto a Parigi nel 1992 evidenziò il danno enorme arrecato da un’illuminazione artificiale eccessiva all’astronomia e dichiarò il cielo stellato un bene da tutelare.
Molteplici sono gli enti che si occupano di inquinamento luminoso: a livello internazionale l’International dark-sky association, con sede a Tucson (USA), in cui è rappresentata anche l’Italia; da noi la Società Astronomica Italiana e l’Unione Astrofili Italiani, che hanno costituito in quest’ultimo decennio apposite Commissioni Nazionali sull’inquinamento luminoso; inoltre alcune associazioni ambientaliste, come Legambiente e la Federazione Nazionale Pro Natura. Quest’ultima ha costituito un apposito Ufficio studi sull’inquinamento luminoso, di cui è responsabile l’astrofilo novarese Minuto Silvano, via Verbano, 59 – 28100 Novara, tel. 0321.47.76.12, e-mail: apan@pn.itnet.it.
Testo fondamentale sull’argomento è il volume di P. CINZANO, Inquinamento luminoso e protezione del cielo notturno, edito dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia 1997, 225 pagg. Può essere richiesto all’Istituto, Palazzo Loredan, Campo Santo Stefano, n. 2945 – 30124 Venezia, tel. 041.52.10.177 – fax 041.52.10.598 (prezzo Lit. 50.000). Dello stesso Autore esiste anche il sito Web: www.pd.astro.it/cinzano/.
Illuminazione e ambienti naturali
La luce per la maggior parte degli organismi viventi è un fattore vitale, anzi tutte le forme di vita nella loro evo-luzione non hanno potuto prescindere dall’esistenza della principale sorgente di luce per il nostro pianeta: il Sole. Inoltre, la stessa alternarsi tra il dì e la notte, tra la luce e il buio, è un fattore fondamentale per la vita degli animali e dei vegetali.
Nel momento in cui si altera questo equilibrio con l’irraggiamento di luce artificiale sugli ecosistemi in cui vivo-no e si riproducono gli esseri viventi, vi è il rischio molto concreto di creare danni irreversibili, quali: perdita del ritmo biologico di molti animali (per cui non è raro sentire gli uccellini e i merli cantare durante tutte le ore della notte e i galli a mezzanotte); alterazione del rapporto tra preda e predatori (in presenza di luce i predatori non riescono a vede-re le prede in quanto la loro vista è particolarmente adatta alla visione notturna); problemi nella migrazione degli uc-celli che si svolgono ciclicamente secondo precise vie aeree e che subiscono deviazioni proprio a causa della intensa illuminazione delle città; alterazioni nei cicli riproduttivi (funzione della luce negli allevamenti per favorire ad esem-pio la deposizione delle uova).
E.B. WITHERINGTON (Bheavioral responses of nesting sea turtles to artificial lighting, «Herpetologica», 1992, 48 [1]: 31-39) ha studiato il comportamento di alcune specie di tartarughe dei mari d’America nella deposizione delle uova (che avviene di notte) in presenza di luce artificiale, evidenziando un influsso molto evidente della luce prodotta dalle lampade a vapori di mercurio in un’area di 50 m circa di raggio intorno al lampione; qui il numero di tartarughe che si annidavano era significativamente ridotto rispetto a condizioni di buio, mentre l’illuminazione con lampade a bassa emissione di sodio la differenza rispetto alle condizioni di buio risultava meno marcata. Inoltre riscontrava an-che la diminuzione del numero di tartarughe che transitavano in prossimità dei lampioni senza annidarsi, e che nel ritorno verso l’oceano gli animali non seguivano il percorso usuale più diretto. Egli attribuì questi fenomeni al fatto che le radiazioni luminose emesse dalle lampade ai vapori di mercurio (e quindi anche da quelle lampade che hanno emissioni spettrali ampie) interferivano con lo spettro di sensibilità visiva delle tartarughe, le quali confondevano le luci delle lampade con la luce diurna. È ovvio che la presenza di luce artificiale sulle spiagge di nidificazione sia una seria minaccia per la continuazione della specie stessa ed è necessario trovare alternative accettabili per evitarne la completa estinzione.
Un pesante effetto di disorientamento da parte delle luci artificiali è subito dai Lepidotteri notturni migratori: è dimostrato, infatti, che le falene impostano la loro rotta migratoria basandosi sulla Luna o su stelle particolarmente luminose; singole sorgenti luminose o addirittura concentrazione di luce artificiale di agglomerati urbani competono con le luci celesti disorientando e attraendo le falene; la conseguenza è la demolizione dello sciame migratorio e so-prattutto la decimazione degli individui (con l’altissimo rischio dell’estinzione di intere specie) in quanto essi si ven-gono a trovare in ambienti inidonei alla loro vita. A. HAUSMANN (Untersuchungen zum Massensterben von Nachtfal-tern an Industriebeleuchtungen (Lepidoptera, Macroheterocera), «Atalanta», 1992, 23 [3/4]: 411-416) ha condotto uno studio in cui ha evidenziato che un singolo faro destinato ad illuminare una statua all’interno di un complesso tu-ristico presso Maratea in Basilicata si è dimostrato capace di eliminare ogni notte almeno 5000 falene di parecchie de-cine di specie diverse.
Molti Uccelli, tra cui i Germani reali e alcuni Passeriformi (come Capinere, Beccafichi, Bigiarelle, Sterpazzole) usano l’orientamento astronomico nelle loro migrazioni notturne, e pertanto possono essere disturbati dalla presenza di fonti luminose artificiali (F. ZANOTTI, Migrazioni notturne, «Coelum», 1998 [estate]: 31-33). Problemi recenti si sono verificati in città quali Roma che sono invase da milioni di migratori. È degno di nota il caso riscontrato alla pe-riferia di Cagliari di un Falco pellegrino che, appollaiato sui tralicci di una raffineria di petrolio, attendeva gli uccelli migratori notturni che venivano attratti da un potentissimo faro che illuminava a giorno gli impianti per motivi di si-curezza, disperdendo però una notevole quantità di luce verso l’alto. In un articolo di A. FRANCESCONI & G. GIMMA, Primo gallo che canta (alle dieci di sera crede che sia l’ora dell’alba), pubblicato su Il Gazzettino di Venezia del 24 aprile 1997, si denuncia il disturbo provocato dall’illuminazione del casello autostradale di Mestre ad un Gallo che canta durante la notte, impedendo il sonno del contadino cui appartiene).
Negli scorsi anni, anche in Piemonte si è constatata la rarefazione di intere specie animali (rane, libellule, falene, coleotteri idrofilidi, ed in generale animali notturni), anche se va precisato che il fenomeno non dipende dal solo in-quinamento luminoso.
Gli esempi sopra ricordati ci consentono di asserire che in campo biologico, l’inquinamento luminoso ha un pe-sante impatto sull’ecosistema. Il ciclo dì-notte ha accompagnato l’evoluzione degli esseri viventi per centinaia di mi-lioni di anni. L’alterazione di questo rapporto sta provocando sempre nuove problematiche.
Gli animali si difendono abbandonando l’ambiente inquinato (in questo modo favoriscono l’occupazione del ter-ritorio di altre specie che meglio si adattano all’inquinamento, e ne risulta una riduzione complessiva della biodiver-sità), oppure cercano di reagire come viene suggerito dal loro istinto. Negli Usa, in un parco naturale illuminato a giorno, alcuni orsi hanno distrutto i lampioni ripristinando l’ambiente naturale.
La vita dei vegetali verdi, come tutti sanno, dipende dalla luce, in presenza della quale avviene la fotosintesi clo-rofilliana. Poiché le piante emettono ossigeno in presenza di luce, l’alterazione dei cicli naturali di luce-buio, a causa dell’illuminazione artificiale, provoca scompensi: primo fra tutti, l’anomala crescita dei vegetali in presenza di illumi-nazione eccessiva (le piante crescono più velocemente in ambienti illuminati; e del resto da secoli si conoscono gli ef-fetti della luce lunare sulla crescita e sviluppo dei vegetali). R. CASAGRANDE & P. GIULINI (Illuminazione pubblica e verde urbano in L’albero, l’uomo, la città, Signum, Limena [Padova], 1983: 42-44) evidenziarono che gli alberi dei viali di Padova, che si trovavano in prossimità dei lampioni stradali, avevano le chiome procombenti verso le sorgenti luminose in maniera vistosa. Essi dimostrarono, inoltre, che le lampade che maggiormente influiscono sulle piante sono quelle ad incandescenza ed al quarzo-iodio.
A. ROMAN, P. GIULINI, G.M. GIACOMETTI & P. CINZANO (Inquinamento luminoso e probabili effetti sulle piante. Tesi di laurea, Università di Padova, 1995) hanno evidenziato una diminuzione dell’efficienza fotosintetica delle fo-glie di Magnolia grandiflora direttamente illuminate da una lampada ai vapori di mercurio. In generale, la perdita di efficacia delle funzioni clorofilliane può essere superiore al 30%.
Infine, si ritiene che le sorgenti luminose possano essere responsabili di un microclima nelle foglie che sono più a diretto contatto con esse (aumento della temperatura, dell’umidità relativa ed estensione della luce diurna) tale da fa-vorire il prolungamento del periodo vegetativo oltre il suo normale termine con conseguente ritardato distacco delle foglie, fenomeno che viene definito con il termine di fotoresistenza, e che può essere verificato da chiunque.
L’illuminazione eccessiva e prolungata di complessi industriali e commerciali altera le condizioni di vita degli stessi parchi naturali, per alcuni dei quali si dovrebbe parlare di parchi artificiali, in quanto l’ambiente si è trasformato radicalmente. È il caso del Parco del Ticino: al centro di esso la quantità di luce riflessa dagli impianti dell’aeroporto della Malpensa, è tale che, quando il cielo è coperto, è possibile leggere in piena notte il giornale a molti chilometri di distanza dalla sorgente luminosa. L’Osservatorio astronomico di Suno (Novara), gestito dall’APAN, Associazione Provinciale Astrofili Novaresi, e che svolge ricerche a livello internazionale, collocato a suo tempo in un sito ritenuto idoneo per le osservazioni astronomiche, è posto a 11 km dalla Malpensa, e risulta fortemente penalizzato dall’eccessiva illuminazione notturna.
Illuminazione e salute umana
L’illuminazione artificiale interferisce sulle relazioni dì-notte, rispondendo in questo modo all’esigenza tutta contemporanea di dilatare i tempi delle attività umane, ma alterando i bioritmi naturali. Si calcola che dall’inizio del secolo ad oggi l’umanità in media abbia perso almeno un’ora di sonno per notte.
I nostri occhi sono continuamente sottoposti a stimoli visivi che esistono al di là della nostra volontà. La luce è essenziale, ma una cattiva illuminazione può provocare mal di testa, bruciori agli occhi, alterazioni dei ritmi circadia-ni fino a creare problemi psicofisici molto gravi. Alcune persone sono obbligate a lavorare di notte sotto lampade molto potenti (addirittura superiori a quelle esistenti nelle nostre sale operatorie) e per periodi prolungati. Non sempre lo spettro di emissione è ben controllato. Queste situazioni possono causare vere e proprie malattie professionali.
Alcuni tipi di impianti di illuminazione sono da considerare vere e proprie stufe elettriche che riscaldano l’ambiente, e, modificando le temperature stagionali, contribuiscono ad avere estati sempre più calde ed opprimenti.
Infine, all’ozono che viene prodotto dall’interazione tra gas emessi dalle autovetture e luce solare, si aggiunge quello provocato dall’interazione con la luce notturna, in quanto lo spettro delle lampade rientra in quello solare.
Un vero spreco energetico
In Italia i soli impianti di illuminazione pubblica sono circa otto milioni. La luce mal disposta costituisce anche uno spreco energetico. Provvedere affinché gli impianti di illuminazione producano il minor inquinamento luminoso possibile significa risparmiare energia elettrica e, in ultima analisi, non bruciare petrolio con conseguente ridotta im-missione nell’atmosfera di gas inquinanti. Un minor consumo di combustibile significa anche minori esborsi valutari. Stime prudenziali mettono in evidenza che si potrebbe ottenere un risparmio di almeno 500/700 miliardi di lire all’anno, senza diminuzione della attuale luce a terra. L’uso razionale delle fonti di illuminazione è un intervento che può essere fatto agevolmente, oltretutto ci è richiesto dai trattati internazionali di Rio (1992) e di Kyoto (1997), che impongono a tutte le Nazioni di ridurre il consumo energetico per salvaguardare l’ambiente nel suo complesso e ren-dere migliore la vita dell’uomo.
Quali soluzioni?
Per risolvere il problema dell’inquinamento luminoso e conseguente risparmio di energia basta adottare impianti in grado di inviare il flusso solo nelle zone dove è richiesta l’illuminazione. I seguenti suggerimenti sono basati sulle Raccomandazioni per la progettazione di impianti di illuminazione esterna notturna delle Commissioni sull’Inquinamento luminoso della Società Astronomica italiana, Unione astrofili italiani, International dark-sky asso-ciatin, Tucson (USA).
In sostanza occorre:
a) limitare i livelli di luminanza delle superficie a quanto effettivamente necessario;
b) utilizzare, in tutti i casi possibili, lampade a ridotto consumo energetico e a spettro di emissione ristretto (come le lampade al sodio a bassa pressione);
c) evitare la dispersione diretta di luce da parte degli apparecchi di illuminazione al di fuori delle aree da illuminare (basta un’attenta progettazione degli impianti ed una accurata scelta degli apparecchi di illuminazione);
d) prevedere la possibilità di diminuire i livelli di luminanza negli orari in cui le caratteristiche di uso della superficie lo consentano (Nelle ore serali, quando le industrie si fermano, la tensione della corrente in linea aumenta e la ridu-zione dell’illuminazione esterna del 20/30% manterrebbe inalterata la quantità di luce emessa);
e) evitare di creare zone molto illuminate in quanto le stesse spiazzano gli altri impianti rendendoli inefficaci, anche se questi, considerati singolarmente, risultano più adeguati alle esigenze di sicurezza e di circolazione.
Sono regole da applicare contemporaneamente, perché gli effetti dell’inquinamento si osservano a grandi distan-ze e si sommano tra di loro.
Che cosa si sta facendo?
Le norme UNI e CEI riguardano le caratteristiche tecniche degli impianti, e devono essere integrate da norme le-gislative e regolamentari, che tengano conto di tutti gli aspetti del problema. Al Parlamento italiano sono in discussio-ne due proposte di legge, una al Senato, la n. 751 Misure urgenti in tema di risparmio energetico ad uso di illumina-zione esterna e di lotta all’inquinamento luminoso, a firma del Sen. Diana ed altri, presentata il 19 giugno 1996, e un’altra analoga, alla Camera dei Deputati, presentata più recentemente dall’On. Apolloni, la n. 4515: Misure urgenti per la protezione dell’ambiente e degli osservatori astronomici dall’inquinamento luminoso e per la razionalizzazione dell’illuminazione esterna notturna. Non si prevede un’approvazione rapida della normativa, per cui allo scopo di adottare subito le norme previste senza dover intervenire successivamente sugli impianti di nuova installazione o in corso di manutenzione (con evidenti risparmi di tempo e denaro), si sono dotate di apposite leggi regionali il Veneto (L.r. 27-6-1997, n. 22) e la Valle d’Aosta (L.r. 28-4-1998, n. 17). Proposte di legge sono in discussione in Lombardia (in Commissione Ambiente nel settembre 1998), Toscana (proposta da WWF, Greenpeace, Legambiente e Coordina-mento delle Associazioni Astrofili della Toscana il 21-4-1997), Piemonte e Lazio.
Nella nostra Regione il problema dell’inquinamento luminoso era stato sollevato da Pro Natura Piemonte, sin dal 1992 e a fine del 1997, a seguito dell’approvazione della legge del Veneto, posto all’attenzione dei gruppi consiliari della Regione. I Socialisti Democratici nelle persone dei Consiglieri Carla Spagnuolo e Mario Angeli hanno raccolto l’invito ed il 5-8-1998 hanno presentato la proposta di legge, la n. 438, che è stata sottoscritta da quasi tutti i gruppi consiliari. Attualmente è in discussione in Commissione Ambiente, dopo un importante e riuscito convegno tenuto il 21 novembre 1998 e organizzato dal gruppo consiliare proponente (S. MINUTO, Inquinamento luminoso: si comincia a discuterne in Regione Piemonte in Pro Natura Notiziario obiettivo ambiente, 1999 [1 – gennaio]: 4-5).
La Città di Civitavecchia ha adottato un proprio regolamento il 25 giugno 1997 proteggendo un territorio di 550 kmq, la città di Firenze in data 3 ottobre 1994 e altre città, quali Piacenza, Bologna, Bergamo, Frosinone, ecc. hanno adottato o stanno adottando iniziative analoghe. A Frosinone vanno aggiunti alcuni Comuni della provincia (Ferenti-no, Ceccano, Collepardo, Fumone, Giuliano di Roma, Guarcino e Trevi nel Lazio), che si sono dotati di regolamenti tecnici ad hoc, mentre altri della stessa provincia (Alatri, Anagni, Cassino, Fiuggi, Veroli e Vico nel Lazio) li stanno predisponendo. Del 28 maggio 1999 è il regolamento del Comune di Ladispoli in provincia di Roma. Altri Comuni hanno emanato specifiche ordinanze per lo spegnimento delle giostre luminose che dirigono raggi laser roteanti verso il cielo al solo scopo di pubblicità: la città di Lodi, Desenzano del Garda in provincia di Brescia, e alcuni Comuni in provincia di Vicenza (Romano D’Ezzelino, Nove, Molvena, e Bassano del Grappa). In Piemonte il Comune di Cuneo è intervenuto regolando l’illuminazione nella zona circostanze il locale osservatorio astronomico.
L’Amministrazione Provinciale di Roma nel luglio 1999 ha predisposto un Regolamento relativo agli impianti di illuminazione di sua proprietà.
La Legambiente e la Federazione Nazionale Pro Natura, unitamente alla Delegazione di Novara della LIPU, Le-ga Italiana Protezione Uccelli, e alla Sezione di Novara del WWF, hanno accordato il proprio patrocinio alle iniziative della Sezione Inquinamento Luminoso del Centro Astronomico di Suno (Novara), il quale ha diffuso un documento (S. MINUTO, Inquinamento luminoso e protezione del cielo notturno, novembre 19983) che riassume tutta la problematica dell’inquinamento luminoso con particolare attenzione a quello della sicurezza della circolazione stradale. Il docu-mento è reperibile presso il sopracitato indirizzo dell’Autore e presso la sede di Pro Natura, via Pastrengo, 20 – 10128 Torino, tel. 011.56.22.789 – fax 011.53.41.20.
In seguito all’iniziativa del Centro Astronomico di Suno, la Prefettura di Novara il 7 luglio 1998 ha diramato ai Sindaci dei Comuni della Provincia una Circolare sull’argomento. Su segnalazione di Pro Natura Piemonte sono quindi intervenute con Circolari del tutto simili le Prefetture di Alessandria, Asti e Biella. L’iniziativa è stata estesa dalla Federazione Nazionale Pro Natura alle altre Prefetture d’Italia, ottenendo interessamento da parte delle Prefettu-re di Nuoro e di Piacenza, e l’emanazione di Circolari specifiche da parte di quelle di Mantova, Venezia, Vicenza, Rimini, Frosinone, Rieti, Matera, Catania.
L’impegno di Pro Natura e delle altre associazioni continua, convinti come siamo che la natura deve essere salva-guardata nel suo complesso, perché l’uomo ne è parte integrante, e perciò non deve pensare solo all’epoca in cui vive, ma porsi problemi di carattere più elevato. Una delle sue responsabilità è quella di conservare l’ambiente e di conse-gnarlo alle future generazioni almeno con le stesse caratteristiche che aveva quando lo ha ricevuto in gestione.

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Vorrei avere del materiale per una semplice ricerca sull'inquinamento luminoso,grazie.

Il sito di CieloBuio è una vera miniera di informazioni. A chi sia più interessato alla parte tecnica del problema consiglio di leggere i documenti pubblicati su ControLuce (http://cielobuio.org/supporto/luce/luce.htm).
Dal portale interamente dedicato all'inquinamentoluminoso (www.inquinamentoluminoso.it) si può accedere a diversi siti tra i quali consiglio, per un approfondimento scientifico del problema:
http://dipastro.pd.astro.it/cinzano/indexit.html

http://www.inquinamentoluminoso.it/dmsp/index.html

http://www.inquinamentoluminoso.it/istil/index.html

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Mantova. Illuminazione della Nuova Farmacia Comunale, in Piazza Gramsci. Ma Mantova non è in Lombardia?
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