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DarkSky in Europe



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"Dark Sky in Europe"
Download the guidelines paper "European Effort to prevent Light Pollution"
based on the Lombardy Law number 17 of year 2000

13777-CieloBuio


November 2000 - Minor Planet Circulars (13777) Cielobuio = 1998 UV6 Discovered 1998 Oct. 20 by M. Cavagna and A. Testa at Sormano.
Motivazione: "...Cielobuio ha giocato un ruolo fondamentale di supporto all''approvazione della legge regionale della Lombardia contro l''inquinamento luminoso, una delle più avanzate del mondo..."
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cielobuio.org FAQ [Frequently Asked Questions]

Categoria: Principale -> Inquinamento Luminoso -> Aspetti Tecnici e Scientifici

Domanda

Risposta

Quale è la situazione dell'inquinamento luminoso in Italia?

In Italia l'inquinamento luminoso, inteso come luminanza artificiale del cielo, sta crescendo con un ritmo di quasi il 10% ogni anno da circa 40 anni. Questa crescita, che porta ad un raddoppio della luminosità ogni meno di 10 anni, ci ha portati ad un punto tale che oltre metà della popolazione italiana non riesce più a scorgere la Via Lattea nemmeno nelle notti più limpide. Questa situazione richiede, per essere affrontata seriamente, l'imposizione di limiti efficaci alla crescita del parco installato, imponendo un tetto analogo a quello imposto per la spesa farmaceutica. L'imposizione di un tetto, poniamo del 2% annuo, sul nuovo flusso ammesso ogni anno, porterebbe all'avvio di un ciclo virtuoso di risparmio e razionalizzazione. Ovviamente il tetto al flusso installato andrebbe appaiato alla limitazione totale del flusso diretto verso l'alto nei nuovi impianti, cosa che sta già facendo la sola regione Lombardia con la sua legge regionale 17/2000.

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Come posso avere un'idea dei livelli di illuminazione usati nei vari impianti? E' possibile misurarli in modo semplice? Come posso misurare la luminanza?

Con una buona reflex è possibile avere una stima della luminanza
di una superficie. Quasi ogni reflex permette di misurare il mezzo
diaframma, qualcuna il terzo di diaframma. Con le prime si misurano
incrementi del 40% alla volta, con le seconde del 25%. Es: se in un certo
tratto di strada misuriamo 1 secondo f/2 e in un altro 1" f/2.5 (chiusura di
mezzo diaframma) significa che il secondo ha una luminanza del 40% superiore
rispetto al primo. Il problema principale è passare dai valori di
esposizione alle luminanze. In un mondo ideale, dove tutti gli esposimetri
sono tarati perfettamente allo stesso modo, basterebbe dare una tabella di
conversione. Nella realta' e' bene fare una taratura della propria reflex.
Per farlo occorre conoscere i valori di luminanza di alcuni oggetti che poi
misureremo col nostro esposimetro.
Eccone alcuni, seguiti dalla luminanza espressa in cd/m^2:
- cielo sereno (lontano dal Sole): da 5000 a 10000 (di norma 8000)
- carta bianca illuminata perpendicolarmete dal Sole: 30000
- fiamma di candela: 5000
- superficie lunare (con luna molto alta e cielo molto limpido): 2500
- prato illuminato dal Sole: 800
Per avere una stima e' sufficiente usare uno degli oggetti citati, ma e'
comunque meglio usarli tutti.
Se, per esempio, con la reflex leggo per il cielo sereno una esposizione di
1/250 s a f/11 a 100 ISO (ricordarsi di impostare l'esposimetro sempre con la stessa sensibilità diella pellicola) posso arrivare a sapere quale deve essere l'esposizione per
una luminanza di 1 cd/m^2: serve una esposizione 8000 volte maggiore, cioe'
di circa 13 diaframmi (2^13=8192). L'esposizione per 1 cd/m^2 sara' quindi
di 1 secondo a f/2 o equivalenti (es. 2 s a f/2,8). Facendo questa
operazione con tutti gli oggetti sopra elencati si riduce l'errore dovuto
alla non standardizzazione perfetta delle luminanze degli stessi (ad es. il
cielo sereno cambia di luminanza a seconda della direzione e della
limpidezza).
Se con la candela otteniamo un valore di 1/125 s f/11, l'esposizione
corrispondente a 1 cd/m^2 sara': 1,25 s a f/2.
Con le altre conversioni potremmo arrivare ad avere, ad es., questi valori
corrispondenti a 1 cd/m^2:
Carta bianca: 1 s f/2; Luna: 0,9 s a f/2; prato 1,35 s f/2.
Questi valori ci danno una media di 1,1 secondi a f/2. Questo significa che
leggendo una esposizione di 1 s a f/ 2 con l'esposimetro la strada avra' una
luminanza di 1/1.1=0.9 cd/m^2 con un errore di almeno il 30% per gli
esposimetri che leggono il mezzo diaframma e di almeno il 20% per quelli che
leggono il terzo di diaframma.
Nell'esempio ho usato il diaframma f/11 per leggere il cielo e gli altri
oggetti e ho usato l'f/2 per la luminanza stradale. Sarebbe bene usare
sempre lo stesso diaframma, ad es. f/4, per evitare di introdurre anche il
piccolo errore dovuto alle imprecisioni nel diaframma.
Con questa taratura, se leggiamo, 1/4 s a f/2, significa che la strada ha
una luminanza di 3,6 cd/m^2, + o - i soliti errori. Con esposimetri che
leggono il decimo di diaframma gli errori si riducono ulteriormente.
Ricordatevi che per leggere la luminanza di una strada secondo la norma UNI
10439 dovete puntare lo strumento in modo che faccia un angolo di 1°
rispetto alla strada. In pratica, se la reflex e' a un metro d'altezza,
puntatela verso un punto della strada distante 50 o 60 metri.
Buone misure e fateci sapere i valori che trovate.

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quali sono le lampade ecologiche?

Per ecologiche dal punto di vista dell'inquinamento luminoso si intendono quelle lampade che emettono in ben determinate righe e bande spettrali, in modo da lasciare incontaminato buona parte o parte dello spetto elettromagnetico visibile. Le più ecologiche sono le lampade al sodio a bassa pressione che emettono quasi esclusivamente nella riga del sodio attorno a 590 nm. Sono anche le lampade più efficienti, quindi necessitano di meno energia per una data quantità di luce emessa e risultano essere ecologiche anche dal punto di vista del minor consumo. Seguono, in ordine di inquinamento crescente dello spettro visibile, le lampade al sodio ad alta pressione 'normali'. Più inquinanti sono quelle a luce bianca e ancora più inquinanti sono le lampade agli alogenuri (ioduri) metallici. Queste lampade non possono essere filtrate in alcun modo e inquinano tutto lo spettro visibile. Le lampade ai vapori di mercurio emettono in ben determinate righe e non sono quindi inquinanti quanto le sodio a luce bianca o agli ioduri, ma contenendo mercurio sono molto poco ecologiche dal punto di vista chimico.

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Mi chiedevo a che cosa fosse imputabile la differenza di percezione visiva riscontrabile se si confrontano gli effetti di illuminazione prodotti da una lampada alogena e da un tubo fluorescente, a parità di livelli di illuminamento.

La lampada alogena emette uno spettro continuo, cioe' luce di tutte le frequenze. Le lampade fluorescenti hanno uno spettro con alcune righe più marcate. Questo comporta una diversa percezione dei colori passando da una lampada alogena ad una fluorescente. Non tutte le fluorescenti hnno poi lo stesso spettro, quindi la percezione dei colori varia anche cambiando il tipo di lampada. Esistono infatti, ad esempio, delle lampade che alcune righe particolari nel rosso che rendono particolarmente appetibile la carne cruda e vengono usate nelle macellerie e nei reparti macelleria dei supermercati. Per quanto riguarda l'inquinmento luminoso nessuno dei due tipi di lampade citate è usato massicciamente per l'illuminazione di esterni.

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Avrei bisogno di avere i riferimenti di società che effettuano il monitoraggio dell'inquinamento luminoso, possibilmente che operino nel Nord Italia (zona piemonte - lombardia)Grazie

La risposta è piuttosto difficile in quanto non esistono particolari s specifici riferimenti sull'argomento ed in particolare è necessario capiere esattamente cosa si vuole monitorare nello specifico (situazione del cielo, situazione di un complesso urbano, quali parametri, quali obbiettivi e scopi ha questo monitoraggio).
La preghiamo nello specifico di contattarci direttamente a info@cielobuio.org per una risposta più esauriente a questa domanda.

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Palermo. Effetti dell'illuminazione artistica dell'Obelisco di P.zza Vittorio Veneto
Foto: F. Verga
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